sabato 22 settembre 2007

All'aria aperta

Facciamo un esercizio.

Che tipo di?

Come che allunghi le braccia in fuori inspirando, ti pieghi sulle gambe e torni su espirando.

Mi sembra fattibile.

Ok, allora. Facciamolo. Ohp.

Ohp.

Ohp.

Ohp.

Ohp…e uffff…ah, mi sento già meglio. Respira, respira bene quest’aria così pura, così intrisa di sentori balsamici.

La sento. È formidabile.

Ohp.

Ohp.

Beh, adesso basta.

Che fatica stare in forma, però.

L’hai detto. Ma noi siamo uomini.

Certo, è vero.

La fatica ci fa un baffo.

Certo, proprio così.

Possiamo fare quello che ci pare.

Puoi scommetterci il culo.

E allora ne facciamo altri tre.

(in coro): Ohp.

Ohp.

Ohp.

Ok, basta per adesso. Comincio ad avere una certa fame.

Sì, anch’io.

Dobbiamo metterci a caccia.

Ma ci vorrà un anno per prendere qualcosa. Io ho fame adesso.

Ti capisco. D’altro canto non abbiamo alcunché da mangiare.

Potremmo vedere se qui intorno c’è qualche fungo, non so…(frugando un cespuglio)…qualche bacca, delle piante commestibili…

Guarda caso ho trovato una scatoletta di Tulip nel cofano del Land Rover.

Meno male.

Andremo a caccia domani, magari cominciamo presto, così forse riusciamo a beccare qualcosa prima che ci venga fame.

O a pesca. C’è un ruscello qui vicini, senti?

Già, e vero.

È più facile pescare che cacciare. Poi dovremmo ancora costruire gli archi e le frecce, mentre nel cofano del Land Rover c’è una canna da pesca bellissima con tutti gli accessori possibili, e un sacco di esche di vari tipi.

Ci faremo una bella trota!

Proprio così.

Intanto apro la Tulip.

Non sarà mica scaduta.

Mah, non credo. Dov’è scritto?

Penso di sotto. Certo col caldo che fa nel cofano…senti se soffia, che se soffia vuol dire che c’è dell’aria dentro, cioè che la carne sta fermentando.

Questo scade solo dopo cinque anni.

Ah, sì, durano moltissimo.

Sono come le razioni dell’esercito. Durano un sacco.

Sì quelli verdi…ne ho mangiate un sacco, quando ero militare.

Dov’è che eri militare?

A Stromberga nel Viruli. Pessimo posto. Non c’era un cazzo. Mangiavo solo ‘ste scatolette, trincavo le bustine del cordiale e mi facevo un mare di seghe.

Cazzo.

Sì.

Io l’ho fatto a Rinimi, ero ad aviazione. Pilotavo jet. Mi sono divertito molto, però a quei tempi la mia donna stava ad Avosta, così mi facevo un sacco di seghe anch’io.

Beh, ci si fa un sacco di seghe quando si è militare.

Una volta me ne sono fatta una nel jet.

Ma va?

Sì, ma mica mentre volavo.

Certo che no.

Mi sarei schiantato. No, niente, era fermo. Dopo ho impiegato mezz’ora per pulire tutti gli strumenti di bordo. Ti lascio immaginare.

Pazzesco. Io invece in un carro armato.

Com’è stato.

Tosto. Mi sono identificato con la macchina. Poi in seguito, dopo, ho utilizzato lo stesso trucchetto con la mia ragazza.

Va là?

Sì, m' immaginavo di essere un carro armato. Duravo dei secoli che lei aveva duecento orgasmi.

Duecento?

Beh, per dire. Però molti.

Un carrarmato. Fantasioso. Mi piacerebbe sapere a cosa pensava lei nello stesso momento.

Chissà.

Magari a qualcosa di completamente diverso, come un cigno o come a qualche cosa di delicatissimo.

Già, chissà.

Io stavo con una donna che era sempre diversa in tutto e per tutto da come ero io. Non andavamo d’accordo su NIENTE. Però certe scopate…io m’immaginavo che lei fosse un vulcano nel quale dovevo infilare un cazzo gigantesco per frenare l’eruzione dando così la possibilità agli abitanti dei villaggi sottostanti di mettersi in salvo. Fatto ciò diventavo una saetta di fuoco che voleva stimolare, provocare l’eruzione. Certe eruzioni che non ti dico. Per cui, vedi, c’è una dualità.

Già.

Buona questa Tulip.

Sì, è anche calda.

Che ora abbiamo fatto venire?

A giudicare dalla posizione di Orione direi che sono le nove e un quarto.

Capisci l’ora dalla posizione di Orione?

No, guardo il suo orologio, ah ah ah!

Ah ah ah!


2 commenti:

Anarchia Meccanica ha detto...

Ciao, complimenti per il blog.
Scrivi tu questi racconti?

Raffaele Pulejo ha detto...

Sì, sono tutti figli miei.