mercoledì 5 settembre 2007

Un Approccio Creativo al Problema

Un prudente paio di baffetti, sottili baffetti, sottili, due tenui zebrature appena sopra il rosa esangue del labbro superiore.
Un cauto coltivatore di nonsense. A dodici anni ebbe la visione di un fulmine come di un albero elettrico, le radici affondate nelle nubi, uno scintillante attacco alla terra, crepitante di fredda furia, non il lento progresso dei rami verso il sole.
A diciassette anni aveva detto: io sono l'albero elettrico.
Mentiva.
Con precauzione si era spinto fuori dalla pubertà.
Poi rimase fulminato nella vasca da bagno.
La radio.
Per cui non parleremo di lui. Molti l'hanno già fatto, spesso a sproposito. L'ammirazione si mescola al disprezzo. C'è chi gli attribuì poteri sovrumani. Forse li possedeva. Forse essi possedevano lui. La questione non è stata ancora chiarita. A lui non interesserebbe.
Con circospezione affermerebbe: sì, li ho. E allora? L'interlocutore non saprebbe cosa rispondere. Beh, uno dovrebbe...mah, se li avessi io...vedi, io penso...tu pensi? Tu pensi? Reagirebbe. Io penso. Tutti pensiamo. Io penso. Non mi è di nessun aiuto. Mi piace ascoltare la radio mentre faccio un bel bagno che mi lava il mondo di dosso; e la sua corruzione; e la sua pruriginosità; e la sua sostanziale insensatezza.
Avrebbe almeno potuto radersi quegli stronzi baffetti.

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