venerdì 5 ottobre 2007

Epilogo

- Vorrei un'invenzione abbastanza assurda da dare un senso alla mia vita - disse l'uomo dal cappotto grigio.
La sua voce era perfettamente intonata al suo aspetto esteriore - una specie di T.J. Hooker appena approdato alla quinta laurea e con un orecchio particolare per certi ritmi sincopati che non t'inducono in genere a ballare, ma possono costringerti a tenere il tempo con il piede per ore.
Inoltre, egli sfoggiava un paio di lenti di forma ordinaria che portava soltanto per vezzo, pur vedendo benissimo.
Vastley, l'inventore, lo osservò in silenzio per alcuni minuti, poi all'improvviso mosse rapidamente verso di lui e lo atterrò con una mossa di judo.
- Ti sembra sufficientemente assurdo? - chiese.
- Sì - rispose l'uomo dal cappotto grigio rialzandosi. Scosse la polvere dal cappotto e la osservò con aria critica mentre questa non faceva altro che sollevarsi dal tessuto in nubi impalpabili che ricadevano presto a terra. - Ma non ha dato un senso alla mia vita.
- Beh, quello è già più difficile - ammise l'inventore. - D'altro canto non preferiresti forse un'invenzione sensata che rendesse assurda la tua vita?
L'uomo guardò Vastley con la bocca spalancata.
- M...mio dio... - farfugliò. La risposta, giuntagli come un fulmine, era nascosta tra le parole dell'inventore: essa era la verità.
L'uomo dal cappotto grigio fu illuminato. Ora era una persona nuova, una persona alla quale non piacevano i film belgi. Molti uomini erano stati illuminati dalle parole di Vastley.
- Ti chiamerò...Idiota! Ti piace questo nome? - disse Vastley.
- È bellissimo, maestro.
- Ed ora...va'.
Profondendosi in inchini e salamelecchi, l'uomo dal cappotto grigio se ne andò. Vendette il suo cappotto per pochi spiccioli, cosicchè perse l'unico suo tratto distintivo e divenne solo l'uomo, detto anche Idiota, detto anche la frittella di Vastley con le prugne.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Interessante.