venerdì 12 ottobre 2007

Il Club del Martedì

Buonasera, vorrei entrare.

No.

No?

No.

Ma lei chi è, scusi?

Non è affar suo.

Questo è il club dei lettori di copertine, non è vero?

Certo che lo è, non vede? C'è scritto.

Beh, io sono un socio, e vengo qui ogni martedì.

Si vede che le piacciono le copertine.

Esattamente. Così, se lei mi lasciasse entrare, potrei, come ogni altro martedì, recarmi al club.

Ha la tessera?

Certo, ecco.

Vorrei vedere anche la sua carta d'identità, per favore.

Prego.

Non assomiglia molto alla fotografia.

L'ho fatta anni fa. L'aspetto della gente cambia con gli anni. Senta, ora io sono molto paziente, ma...

Certo, è vero. Infatti è un piacere controllare i suoi documenti. Bene, tenga.

.....

.....

.....

.....

Beh, mi fa passare, allora?

No.

.....

E' inutile che mi guardi così. Senta, io non la lascerò mai passare. Mai. Ha capito? Nemmeno se venisse con una autorizzazione firmata dal sottosegretario ai beni culturali.

Sono io.

Bene. E se ne resterà lì.

Beh, non sono il sottosegretario ai beni culturali, in realtà.

Perchè mi ha mentito?

Va bene, senti. Adesso smettiamola con le stronzate. Ora tu ti levi dalla porta ed io entro, va bene? Che ne dici?

Non credo proprio che succederà.

Oh, sì, invece.

Mi dispiace, amico. Non passerai di qui, è inutile, Perchè non te ne vai a casa? Stai solo perdendo tempo. Capisci? Te lo sto dicendo da amico.

Cavati dalle palle!

Spuh.

Chiamerò la polizia.

Bravo, proprio da finocchietto. Mamma, mamma, cìè un omaccio brutto che non mi fa entrare al circolo delle seghe. Perchè non provi a spostarmi tu? Perchè ti cachi sotto, ecco perchè. Perchè sei una cacca d'uccello, una schifezza. Perchè non hai le palle.

Ti consiglio di non provocarmi. Ho una laurea in ginnastica relativa, la mia forza è quindi più psichica che muscolare, può concentrare danni massicci nello spazio di una capocchia di spillo, gli effetti sono devastanti. Ma non voglio farti del male, hai capito? Voglio solo che mi lasci passare.

Ma vaffanculo.

.....

.....

.....

Vedo che cominci a capire che di qui non passerai mai. Mai. Nemmeno martedì prossimo, nemmeno quello successivo. Questa porta per te ormai è come se non esistesse più. Ogni martedì io sarò qui da quando il club apre a quando chiude, e se anche verrai diecimila volte, diecimila volte io sarò qui ad impedirti di entrare. Cominci ad afferrare?

Ma perchè? Ma chi sei, cosa ti ho fatto?

Sono affari miei.

Perchè? Devi dirmelo!

Perchè mi diverte e mi stimola.

Maledetto, maledetto. Ma quando io sarò morto il mio fantasma tornerà a tormentarti notte dopo notte, giorno dopo giorno, finchè non ti avrò trascinato con me all'inferno.

Basta che non cerchi di entrare.

Sono Attila, il re degli Unni! Ti ordino di spostarti!

Poveretto.

1 commento:

Ady ha detto...

You write very well.