martedì 9 ottobre 2007

Il Sapore dei Maestri del Jazz

talvolta quando il sole arroventa l'ottone della balaustra sul terrazzo e sempre quando il vento irrompe urlando da nord la musica si dilata nell'aria quieta della stanza come un fiore carnoso. tiptap, tiptap, le dita battono sulla scrivania in noce - non albero, ma gusci, noci di sorrento - e la matita corre sulla carta perseguendo l'illusione di una forma che sia finalmente unica, definitiva, inequivocabile.
a volte l'apparato masticatore destruttura biscotti, a volte pasticcini, a volte cornetti di mais al formaggio. a volte nella tazza rosseggia karkadè, altre volte freme la nera bevanda, quindi può apparire la placida profondità del tè.
tardi, tardi nel cuore della notte le matite, i cibi, le tazze e le bevande vanno a dormire. la musica dissolve lentamente. la luce si spegne.

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