domenica 14 ottobre 2007

Prologo

Se l'esistenza è sostanzialmente inutile dunque ciò che esiste è l'infinita bandiera dell'inutilità, l'eterno inno all'inservibile, la vetta più alta e maestosa nel massiccio dell'insensatezza ove svettano anche, quantunque meno imponenti, il monte Noia e il picco Straniamento; al di sotto distendesi l'interminabile pianura del nulla.
Fiumi di pensiero scorrono in essa, dalle sorgenti montane. Le acque corrono, precipitano, ribollono, rallentano, si placano, formano laghi, paludi, bacini, scivolano infine nella confusione del mare dove si possono trovare creature in grado di divorare un uomo intero.
Monti sommersi. Catene montuose che si snodano per migliaia di miglia marine. Crepacci di blu profondo che muta in nero ininterrotto. In queste insondabili profondità, ancora vita. In forme inimmaginabili. Una di queste portava un fiore all'occhiello, una giacca marrone e, seduta in poltrona con un tumbler di whisky e ghiaccio in mano diceva l'altro giorno a Vastley, l'inarrestabile motore del mutamento di sè in sè stesso: - Non è strano come l'esistenza umana ricordi una regione geografica? Essa include altezze, bassezze, depressioni, sì, assomiglia proprio. Non trovi?
Questa forma di vita si chiamava Zanetti Federico. Non era una forma di vita senziente, quantunque antropomorfa.
- Io trovo ciò che cerco - rispose il fulgido catalizzatore, - oppure vengo trovato da ciò che non cerco. Ora, la tua riduttiva e deforme concezione dell'esistenza, formulata in tale similitudine che mi pare gravata e viziata oltre ogni possibilità di redenzione da un'inopinata quantità di vacua e nefanda stupidità, inutile in quanto vacua e tanto sciocca quanto banale, ha trovato me, e molto me ne rammarico. Ciononostante non ti serbo rancore, anzi, desidero aiutarti. Immagina ora di poter afferrare la vetta più alta, la più alta di tutte le vette - disse il magnanimo. - L'hai afferrata? Ora immagina di poterla capovolgere. Anzi, aspetta.
Vastley scomparve dalla stanza. In realtà non era scomparso: era solo uscito molto velocemente, seguito dallo sguardo dalla forma di vita che indossava inoltre calzoni grigi di tessuto simile al cotone e slip a righe nere verticali corredati da una firma non sua.
Riapparve, il fulgido, con un modellino in scala del monte Everest, alto una ventina di centimetri; ed un vaso colmo di terriccio morbido. Mise il vaso di fronte a Zanetti Federico e tra le sue mani il monte.
- Capovolgilo - disse. - Ora la punta, pochi secondi fa alla sommità del mondo, è orientata verso il basso. Ora conficca la montagna nella terra, tutta la montagna.
- Ma perchè? - chiese la creatura.
- Conficcala.
Il bipede conficco la montagna nella terra scura e simile, per consistenza, alla creta.
- Estraila, ora.
Il bipede estrasse la montagna dalla terra scura.
- Sembra creta, solo che è nera - commentò.
- Non pensare alle isole dell'Egeo, adesso. Dimmi invece che cosa hai ottenuto con la tua ultima azione - lo esortò il valido pensatore di pensieri.
- Ho sporcato la montagna di terra.
- No, stolto, guarda il vaso.
- C'è un buco.
- Proprio così. Profondo quanto la montagna era alta e vasto quanto vasta era la montagna.
- E allora?
- Non ci credo.
- Cosa?
- Che una persona possa essere così infinitamente, così abissalmente, così irrevocabilmente, così intollerabilmente.
- Stupida, maestro?
- No. Essere, solo essere. Il verbo, nessun aggettivo. Tu sei, e come ogni altra cosa che è sei infinito, abissale in quanto annidato negli abissi dell'ignoranza, irrevocabile in quanto il tempo non rientra su sè stesso e, cosa che non necessariamente si applica a tutto ciò che esiste, intollerabile a me.
Detto questo, Vastley atterrò la forma di vita con una mossa di judo. Non contento, le donò il monte Everest sporco di terriccio.
La forma di vita fu così commossa dalla magnanimità di Vastley che ottenne all'istante l'illuminazione. Divenne uomo e prese il nome di Gronandik, che nella lingua che egli stesso inventò sul momento significa "uomo che pensava nella sua stoltezza che un buco in un vaso pieno di terriccio non significasse nulla e fu poi illuminato da Vastley, sublime inventore, magnanimo tra i magnanimi", vendette la giacca ma conservò il fiore che infilò tra i capelli che da quel giorno lasciò crescere ed oggi può essere incontrato sulle spiagge deserte di Giava, dove insegna ai granchi elementi di geografia, con un fiore appassito tra i lunghi capelli.

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