giovedì 5 giugno 2008

Stazione

Alla stazione di Riomaggiore, quella notte, eravamo in due.
Uno da una parte e uno dall'altra. Uno verso La Spezia e uno verso Genova.
Dalla parte di Genova il mare scuro batteva ritmicamente le rocce, laggiù in basso.
Dalla parte di La Spezia il paese silenzioso, il cono di luce di un lampione, l'abbraccio d'ombra dei monti.
Ogni tanto ci gettavamo un'occhiata, com'è naturale. Ogni tanto uno di noi accendeva una paglia. Per un attimo la fiamma del Bic scolpiva lineamenti in un lampo giallognolo, riflesso momentaneo di occhi abbagliati in un istante di persistenza retinica.
Se fossimo stati entrambi in attesa dello stesso treno forse avremmo scambiato due parole. Eravamo però divisi da quattro binari e dal nostro essere destinati, quella notte, a luoghi diversi.
A tratti respiravamo il soffio cinereo di due diverse gallerie. Uno di noi sarebbe stato il primo ad andarsene.

1 commento:

Sbloggato ha detto...

E' una sensazione che credo capiti a tutti, le tante vite incrociate per un attimo che restano lì come oggetti, punti di riferimento per un momento e poi a perdersi per sempre. E per caso.
Mi piacciono questi racconti, complimenti.