giovedì 5 novembre 2009

Sfida fatale su Plutone

Non potevo più attendere. Shungor si stava avvicinando rapidamente circondato dal sinistro bagliore rossastro del suo campo ionizzante.. Nella mano posteriore stringeva il suo maglio a deflessione positronica. Dovevo agire, non potevo più crogiolarmi nell'illusione che fosse soltanto un gioco. Lo sgraziato nano alieno voleva uccidermi.
Unii le mani davanti al petto e disposi le dita nella posizione della quiete inflessibile. "Esaltazione quantica", dissi, con voce ferma e profonda. Poi separai le mani. Davanti a me c'era ora una minuscola sfera di materia la cui massa era infinitamente negativa, nella quale ad ogni istante trascorreva l'eternità in un ciclo senza fine. Un attimo prima che Shungor potesse colpirmi trasferii la sfera al suo interno con un impulso psionico.
Libera dal mio controllo stabilizzante, la sfera all'istante respinse da sè ogni particella circostante con accelerazione pari alla velocità della luce, creando un vuoto perfetto nel luiogo dove prima era la figura balzante di Shungor.
Avevo vinto.
Riassorbii la sfera e me ne andai a farmi una pizza.

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